Vivifiume – Da Milano a Venezia 2016

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Perché vivifiume?

Vivifiume è un progetto nato in UISP sport d’Acquaviva con l’intento di valorizzare il patrimonio fluviale del nostro territorio e sensibilizzare i cittadini sull’importanza i preservare questi spazi. È stato scelto il PO perché è il fiume più importante d’Italia che con i suoi 652 km attraversa Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sfociando con un vasto delta nel mare Adriatico. Viene alimentato da circa 141 affluenti tra fiumi e torrenti, e lungo le sue sponde vivono circa 16 milioni di persone. Il suo delta è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Perché Milano-Venezia?

Una grande città metropolitana con una darsena dove, grazie al naviglio Grande e al Pavese, arrivavano merci via acqua. Purtroppo non è possibile andare da Milano a Pavia via acqua in quanto il naviglio pavese non è di fatto navigabile.

Come è nato il progetto

Sono anni che ho in mente di andare a Venezia in canoa e parlando con Fabrizio scopro che anche lui ha questo sogno nel cassetto. Bene, incominciamo a spargere la voce; Fabrizio lo accenna alla figlia Claudia e io chiamo Sigfrido informandolo a grandi linee su cosa stiamo preparando.
Sia Claudia che Sigfrido aderiscono all’iniziativa, quest’ultimo mi informa anche di aver già percorso il PO fino al delta più di una volta.
Durante uno dei soliti allenamenti settimanali con Angelo, un socio non vedente, gli accenno del nostro progetto sapendolo aperto a nuove esperienze e, come pensavo, mi esprime il suo desiderio di partecipare. Ha solo un dubbio, essendo un principiante, non sa se sarà in grado di affrontare un viaggio di circa 500 km con un kayak singolo. Conoscendo la sua tenacia e avendo tre mesi di tempo per la sua preparazione tecnica, abbiamo dato seguito a questa cosa.
Perfetto siamo già in cinque, due canadesi e un kayak, quello di Angelo, posso quindi contattare Gianni Russo e avviare il progetto Vivifiume, un progetto veramente ambizioso: quello di contattare i vari club di canoa che hanno sede sui fiumi che sfociano nel PO, invitandoli a partecipare.
Iniziamo con il coinvolgere i comitati della UISP di Milano e Venezia, che sono i punti di partenza e di arrivo. Gianni Russo informa Pino Cocco (UISP canottaggio) dell’iniziativa, che a sua volta sente il comitato UISP di Cremona, il quale offre la massima disponibilità a collaborare a questo evento coinvolgendo a sua volta la canottieri Baldesio.
Bene, scegliamo il periodo: dal 23 agosto al 4 settembre. La partenza sarà dalla darsena di Milano, raggiungeremo Gaggiano risalendo il Naviglio Grande, da qui ci trasferiremo a Vigevano (sede del Canoa Club Vigevano) per continuare poi sul Ticino, entrare nel PO e arrivare infine a Venezia.
Il nostro intento è quello di viaggiare in massima autonomia e fare campeggio nautico per goderci le spiagge e la tranquillità del grande fiume. L’unica tappa fissa da rispettare è l’arrivo alla canottieri Baldesio di Cremona il 27 agosto alle ore 10.00.
Norberto e Milena, venuti a sapere della cosa da Sigfrido, hanno espresso il desiderio di partecipare per la sola tratta che va da Vigevano a Cremona, loro città natale; Luca di Rovigo si rammarica di non potersi aggregare, ma confermava la partecipazione di suo fratello Manuel e del padre Piero che avremmo incontrato strada facendo. Di questa Milano-Venezia al CCV se ne sente parlare sempre più spesso, tanto che sia Antonello che Francesco (il presidente) iniziano a pensarci seriamente e, perché no, questa potrebbe essere una buona esperienza anche per Edoardo, figlio 14enne di Francesco. Anche Ardingo, un amico del Canoa Club Milano si unisce al gruppo. Magnifico, si sta formando un bel gruppo. È arrivato il momento di organizzare il recupero da Venezia. Contatto Massimiliano Milani del Canoa Club Milano chiedendogli la disponibilità del loro furgone, carrello e un volontario che ci venga a recuperare a Venezia. La pronta risposta è stata che non c’era alcun problema, proprio come pensavo, e Giacomo Severino, socio del CCM si è offerto come autista.
Ormai ci siamo, sono sempre meno i dettagli da verificare. Contatto Ivan di Corbola dove intendiamo fermarci per un saluto e bere una birra e infine Fabio di Venezia, che potrebbe farci da cicerone in quella magnifica città.
Sigfrido si informa a che punto sono i lavori alla nuova conca all’Isola Serafini; il trasbordo potrebbe diventare un problema. Contatta la canottieri Ongina che si offre di aiutarci.
Sembra che tutti i problemi siano risolti. Resta una sola grossa incognita: le zanzare. Meglio attrezzarsi, procuro perciò un gazebo antizanzare dove sarà possibile cenare in tranquillità. C’è poca acqua nel fiume, con le canadesi cariche e lente, riusciremo a percorre i 40/50 km giornalieri stimati?
Non ci resta che fare gli equipaggi e preparare il materiale occorrente.

Partecipanti

  • Angelo Lova il nostro socio non vedente su kayak
  • Antonello Ferrari – Canoa Club Vigevano
  • Ardingo Scrivanti – Canoa Club Milano
  • Claudia Zamariola – Canoa Club Vigevano
  • Edoardo Zago – Canoa Club Vigevano
  • Fabrizio Zamariola – Canoa Club Vigevano
  • Francesco Zago – Canoa Club Vigevano
  • Livio Bernasconi – Canoa Club Vigevano
  • Manuel Marcello – Canoa Trek
  • Milena Tarsia – AICAN
  • Norberto Tarsia – AICAN
  • Piero Marcello – Canoa Trek
  • Sigfrido Rapoli e Luna – AICAN
  • Giacomo Severino – Canoa Club Milano
Purtroppo per motivi familiari Antonello ci accompagna solo fino a Gaggiano e Milena e Norberto si fermano a Cremona.

Riassumiamo un po’ il viaggio

Primo giorno

23 mattino appuntamento alle 8.00 al Canoa Club Vigevano per raggiungere la darsena di Milano. Partire dalla darsena di Milano è sempre cosa gradita. Alle ore 10.10 partiamo verso Gaggiano e arriviamo alle ore 13. Percorsi 12,95 km, velocità media 4,7. Caricate le canoe sulle auto torniamo al club, ultimi preparativi e partenza alle 15.25, destinazione il CUS a Pavia. Ma dopo il ponte di Bereguardo verso le 18.30 ci fermiamo a fare campo, percorsi quasi 25 km con una velocità media di 8,2. Il primo campo lo facciamo sul nostro Ticino.

Secondo giorno

24 mattino partenza alle 8.00 con arrivo al CUS di Pavia verso le 9.30. Dove ci aspetta Enrico Calvi, rifornimento acqua e poi via verso il PO. Il secondo campo lo facciamo sulla spiaggia del PO, dopo aver sorseggiato una buona birra, di fronte al club nautico le Gabbiane, frazione Bosco di Chignolo Po. Percorsi 59,4 km con una velocità media 7,6. È la tappa più lunga e di orgoglio per Norberto e Milena (non solo).

Terzo giorno

25 mattina partenza alle 8.45. Alle 10.30 ci fermiamo al centro nautico Somaglia località Gargatano. Chi beve caffè, chi birra. C’è un biliardino e partono le sfide, il tempo passa e vista l’ora decidiamo di pranzare e di prendercela con comodo, tanto siamo in anticipo. Ripartiamo verso le 14.30. Alle 16.00 raggiungiamo la foce del Trebbia e facciamo un bagno ristoratore. Giochi d’acqua come i bambini. Ripartiamo e alle 19.00 ci fermiamo all’osteria del Po, nella frazione di Mezzano Passone di Sopra a Corno Giovine in provincia di Lodi dove facciamo campo. Con un’ottima canna dell’acqua riusciamo a darci una lavata. Percorsi 36 km con una media di 7,3.

Quarto giorno

26 mattina partenza alle 9.00. Questa è la tappa più corta e spezzata dal trasbordo dell’isola Serafini. Sosta a Roncarolo a La Tana un circolo ricreativo. Persone molto simpatiche e ospitali. Proseguiamo verso San Nazzaro dove faremo il trasbordo grazie ai ragazzi della canottieri Ongina.
Dopo aver sorseggiato in loro compagnia una birra, partiamo verso Cremona. Alle 18.30 campo su spiaggione con fuoco serale di fronte alla riva chiamata Maginot. La Maginot in origine era un complesso di serbatoi che servivano per rifornire i mezzi militari durante la guerra del 1942. Percorsi 21,6 km con una velocità media di 6 km.

Quinto giorno

27 mattina partenza alle 9.15. Dobbiamo arrivare a Cremona alle 10.00/10.30 che ci aspettano i ragazzi della canottieri Baldesio. Infatti verso le 10.00 vediamo arrivare 4-5, sono le ragazze della Baldesio. Alle 10.15 sbarchiamo al loro molo, grande accoglienza da parte della canottieri e della UISP Cremona. Ci hanno consegnato un gagliardetto della società e fatta una piccola intervista con la TV locale. Verso le 11.30 ci ha raggiunto Pino Cocco da La Spezia con i suoi ragazzi. Nel frattempo arriva anche Enrico da Pavia e ne abbiamo subito approfittato per scaricare materiale in eccesso. Oggi ci separiamo da Norberto e Milena, il loro viaggio finisce qui. Sono un’ottimo esempio da seguire, nonostante non siano più dei giovincelli hanno mantenuto tempi e medie da far invidia. Mi dispiace che non vengano fino a Venezia. Alle 18.40 raggiungiamo la Canottieri Eridanea a Casalmaggiore, i quali sono stati avvisati dalla Baldesio del nostro arrivo. Veniamo ospitati nella loro palestra dove possiamo fare la doccia. Ottima cena al ristorante della società. Percorsi 54,6 km con una velocità media di 8.6 km.

Sesto giorno

28 mattina partenza alle 7.30. Sigfrido si ricorda che presso Viadana c’è un signore (Alberto Manotti) che si fa chiamare il re del Po. Decidiamo di andare a trovarlo, un tipo stravagante che ha costruito sull’argine destro del PO all’entrata di Boretto una struttura con tronchi e rami recuperati sulle rive, rappresenta una nave, è costituita da migliaia di pezzi con scale, passerelle punti panoramici e giochi per i bambini. Se passate lungo il PO è un posto da visitare. Abbiamo fatto campo prima di Borgoforte. Percorsi 45,3 km con una velocità media di 8.5 km.

Settimo giorno

29 mattina partenza alla 9.00. Sosta a Borgoforte per fare la spesa, acqua e colazione. E poi via verso Revere. Alle 13.15 sosta pranzo a San Benedetto Po. Ripartiti alle 2.40. Ci siamo fermati alla canottieri Revere per una birra e siamo rimasti a dormire nel loro capannone. Possibilità di fare la doccia. Ottima scelta perché durante la notte ha piovuto un po’.
Percorsi 40,6 km con una velocità media di 8.7 km.

Ottavo giorno

30 mattina partenza alle 8.30. Alla canottieri Sermide sosta pranzo. Ormai ci avviciniamo alla conca di Volta Grimana. Alle 17.30 arriviamo a Santa Maria Maddalena e sbarchiamo a Il Pontile, ristorante con servizio ormeggi. Pizza con fritto misto da dividere. Ci ospita l’associazione vogatori di Occhiobello. Percorsi 54,4 km con una velocità media di 8.1 km.

Nono giorno

31 mattina partenza alle 8.30. Ormai ci siamo, oggi è la tappa di Corbola. Facciamo sosta pranzo alle 13.00 lungo il fiume, in un’area pulita dai pescatori. Alle 14.00 partenza per Corbola dove ci aspetta la sorella di Angelo e gli amici Marco, Denis e Ivan con la birra fresca, pane e salame. Qui montiamo il campo e passiamo la notte alla nuova capanna dei ragazzi di Corbola.
Percorsi 46,4 km con una velocità media di 7.8 km.

Decimo giorno

1 mattina partenza alle 8.30. Oggi lasciamo il PO a volta Grimana per prendere il canale che porta all’Adige. Ormai il grande fiume è completamente fermo, e si abbassa la media giornaliera. A volta Grimana incontriamo ancora la sorella di Angelo e ne approfittiamo per scaricare ulteriore bagaglio. Dobbiamo raggiungere Cavanella d’Adige per le 12.30 perché abbiamo appuntamento con Piero e Manuel. Una volta raggiunti pranziamo a Cavanella d’Adige. Dopo pranzo proseguiamo sul canale che ci porta in Brenta. Ultima conca e siamo in laguna, direzione Chioggia. Ci fermiamo all’isola di Aleghero per vedere se è possibile campeggiare per la notte. Non ci piace e decidiamo di proseguire per Chioggia. Si pensa di andare a dormire in spiaggia, ma le spiagge sono verso il mare aperto, bisogna superare la diga e non ce la sentiamo. Ci consigliano di andare verso Pellestrina. Siamo un giorno in anticipo sulla tabella di marcia. Provo a chiamare Paolo Peratomer per sapere se è possibile andare al villaggio di Ca’ Roman, arriva il numero e finalmente riusciamo a contattarli, ci aspettano, evviva. Alla 19.30 siamo a Ca’ Roman. Possiamo dormire in camerata, si può cenare e fare colazione. Qui facciamo conoscenza della Lola, una simpatica signora che fa la cuoca.
Percorsi 34,6 km con una velocità media di 5.8 km.

Undicesimo giorno

2 mattina 8.30 partenza per Chioggia. Angelo, Claudia e Fabrizio restano al villaggio. Noi torniamo a Chioggia per visitarla. Strano effetto vedere le barche e le macchine insieme. Per le 12.00 rientriamo a Ca’ Roman e poco dopo partiamo per Pellestrina. Ci raggiungono due kayak che ci consigliano di sbarcare alla remiera di Pellestrina unico punto con pontile comodo. Finalmente andiamo a mangiare il pesce all’osteria La Rosa. Torniamo alla remiera e chiediamo se ci tengono le canoe nella loro sede. Ok, ma alle 8.00 dobbiamo toglierle perché hanno preparativi per un matrimonio. Facciamo campo in spiaggia a Pellestrina, bagno, soliti giochi in acqua, anzi questa volta piramide e Sigfrido cerca di annegare. Partita a pallavolo io e Manuel contro la famiglia Zago, perdiamo miseramente.

Dodicesimo giorno

3 mattina 8.30 partenza per Venezia. Cerchiamo di stare lontani dai canali navigabili per evitare il più possibile il moto ondoso creato dal traffico marittimo. Fino alla prossimità di Venezia tutto tranquillo. Decidiamo di fare il canale della Grazia che si trova tra la Giudecca e San Giorno e qui cominciamo a ballare. Finito il canale della Grazia ci troviamo di fronte Piazza San Marco, grandissima emozione, ho cercato di immaginarmela senza le barche a motore. Finalmente siamo arrivati. Un paio di balle, bisogna traversare il canale della Giudecca e qui sì che c’è il moto ondoso. Dobbiamo aspettare il momento giusto per attraversarlo, Angelo si agita un pochino. Ma lo rassicuriamo subito, non ti preoccupare al massimo fai il bagno…. Arriviamo a San Marco quando il campanile suona le 12.00, in perfetto orario, ci stà aspettando Fabio con i suoi amici ed è subito festa. Nel frattempo arriva Gianni da Roma e partiamo per la visita di Venezia. Visitare la città dall’acqua è meraviglioso vederla con un’altra prospettiva. Avendo una guida come Fabio riusciamo a visitarla in lungo e in largo senza grossi problemi. Dopo aver fatto scorta di acqua e birra ci dirigiamo verso l’isola di Campalto, arriviamo verso le 17.30. Montaggio campo e con grande sorpresa arriva Tito Pamio che ci organizza una mega cena a base di pesce. Passiamo la serata a raccontare le nostre impressioni sul viaggio e dei nuovi progetti.

Tredicesimo giorno

4 mattina partenza 9.30 per la terra ferma. Kilometri totali percorsi senza la visita di Chioggia e Venezia 465. Arrivati a Campalto il viaggio è finito, aspettiamo l’arrivo di Giacomo per tornare casa.

Ringraziamenti

Un sentito ringraziamento a Gianni Russo, responsabile nazionale della UISP Acquaviva, che ha creduto fin da subito a questo progetto Vivifiume.
A Pino Cocco, responsabile canottaggio UISP Acquaviva, che in macchina da La Spezia ci ha raggiunto a Cremona, insieme ai suoi ragazzi, per salutarci e sostenerci.
I comitati UISP di Milano e di Venezia, rappresentati rispettivamente da Paolo della Tommasa e Paolo Peratoner.
Il comitato UISP di Cremona, nella persone di Goffredo Iachetti e Natale Azzini.
Le canottieri e i club che ci hanno aiutato e ospitato.
La canottieri Baldesio di Cremona nella persona di Mario Ferraroni per l’accoglienza e il supporto.
Il CUS Pavia, nella persona di Enrico Calvi.
I ragazzi della canottieri Ongina, nella persone di Lucio Marcotti e Luigi Vecchia, che ci hanno aiutato nel trasbordo all’isola Serafini.
La canottieri Eridanea e la canottieri Revere, per averci ospitato la notte.
La remiera Pellestrina, per averci messo a disposizione la sede per il ricovero canoe.
Open Canoe Open Mind, nelle persone di Ivan Pericoli, Marco Bovolenta e Denis Callegari, per l’accoglienza a Corbola e Fabio Lombardo per l’accoglienza in piazza San Marco con visita della città di Venezia.
Tito Pamio, dell’associazione canoistica Arcobaleno, per l’ospitalità e la cena all’isola di Campalto.
Giacomo Severino e il presidente Massimiliano Milani del Canoa Club Milano, per averci messo a disposizione mezzi e personale necessario per il rientro.
Un grazie di cuore a Sigfrido di AICAN, che ci ha fatto da cicerone e supporto per tutto il viaggio.

Non possiamo inoltre non ringraziare gli sponsor tecnici Davide Bonaglia della EXO kayak, per averci donato il kayak utilizzato da Angelo e Leonardo del Maso, di Ozone kayak, che gli ha donato l’attrezzatura.

Alcune foto

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1 Reply to "Vivifiume - Da Milano a Venezia 2016"

  • comment-avatar
    Alex zambon
    26 settembre 2016 (17:05)
    Reply

    Bravissimi. Alex zambon da torino


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